China officinalis



La china è una pianta, originaria del Sud America, appartenente alla famiglia delle rubiacee. Nella sua corteccia sono contenuti i principi attivi. Il più importante e famoso è il chinino, sostanza conosciuta e usata da secoli come anti febbrile, utilissimo specialmente nella febbri malariche.

È studiando gli effetti di questa di pianta che Hahnemann concretizzò l'idea della legge dei simili per cui una sostanza a piccole dosi guarisce ciò che essa produce a dosi più grandi. Egli sperimentò su se stesso la china e verificò la fondatezza delle sue idee, facendo nascere così l'omeopatia.

L'intossicazione da china produce effetti su molti organi ed apparati.
Sul sangue ha capacità emolizzante, producendo pertanto emorragie.
Ha effetto deprimente sul tessuto muscolare comportando debolezza fino all'astenia.
L'apparato digerente ne viene intossicato causando vomito e diarree che indeboliscono fortemente l'organismo.
La china provoca inoltre una stato febbrile. La febbre è intermittente, si presenta sempre con brivido, sudorazione abbondante debilitante.
È evidente che il sintomo principale è la astenia, la spossatezza.

Nell'uso omeopatico la china è utile quando il paziente presenta debolezza per esempio dopo una emorragia o negli stati anemici, dopo perdita di liquidi (sudorazioni, diarree), dopo interventi chirurgici, nelle sindromi influenzali che danno o lasciano spossatezza, nelle convalescenze in genere.


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