Che cosa è la Belladonna



La Belladonna è una pianta, appartiene alla famiglia delle solanacee come il pomodoro e la patata. Il nome completo è Atropa Belladonna.

Atropa è il nome della Parca che, secondo la mitologia greca, taglia il filo della vita, a ricordare l'effetto letale che l'ingestione delle bacche di questa pianta può avere.
Belladonna perchè in passato le donne la assumevano per dare colorito al viso e lucentezza agli occhi: infatti, la belladonna, contenendo la atropina, dilata le pupille e rende lo sguardo più sensuale, il cosiddetto "sguardo sognante". Guarda caso oggi gli oculisti usano la atropina, o suoi derivati, per dilatare le pupille a scopo diagnostico per esaminare il fondo dell'occhio.

È, quindi, una pianta tossica; cresce in zone montane e submontane, nei boschi ombrosi delle Alpi e dell'Appennino specialmente in prossimità di faggeti.
La pianta può essere alta anche un metro e mezzo, talvolta poco di più; presenta dei fiori a calice, violacei e delle bacche nere, lucide, grandi come amarene.
Tali bacche possono essere scambiate facilmente per frutti di bosco, specialmente per mirtilli. Quando, per errore, vengono mangiate procurano uno stato di intossicazione dovuto a due sostanze presenti nella bacca: la atropina e la josciamina, che agiscono in modo intenso sul sistema nervoso centrale.

I sintomi di intossicazione si ritrovano in una vecchia filastrocca inglese:
"caldo come una lepre" (aumento della temperatura corporea);
"cieco come un pipistrello" (dilatazione pupillare e paralisi della accomodazione);
"secco come un osso" (blocco della sudorazione e della salivazione);
"rosso come una barbabietola" (congestione del viso e del collo);
"matto come un gallina" (eccitazione psicomotoria e allucinazione).

Non a caso uno dei nomi popolari della belladonna è "la ciliegia della pazzia". Veniva usata dalle streghe (quantomeno così erano giudicate) per preparare pomate che inducevano sonno profondo condito da visioni più o meno spaventose, così come fanno certe droghe più moderne.

L'uso omeopatico della belladonna si deve alla stesso Hahnemann che, attraverso il sistema di preparazione dei medicamenti omeopatici da lui messo a punto, ne sfruttò tutte le capacità terapeutiche eliminando i rischi di intossicazione.
È famosa IN OMEOPATIA per le sue capacità antifebbrili, antinfiammatorie ed antidolorifiche, ma le sue possibilità terapeutiche sono molte di più. Insomma, la Belladonna non è l'"Aspirina" omeopatica!


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